Alla scoperta del Pet Marketing

PETMARKETING: CAMBIARE PER VINCERE IN UN MERCATO ANIMALE

Le tue orecchie sono dritte per intercettare ed ascoltare i segnali che arrivano dal mercato?

Il tuo fiuto ti permette di annusare in anticipo il cambiamento?

 Le tue zampe ti fanno correre ed innovare più velocemente dei tuoi concorrenti?

 Hai abbastanza pelo sullo stomaco per gestire le crisi in modo proattivo e trasformarle in opportunità?

 Il tuo occhio è abbastanza lungo per non inseguire a vista il breve periodo e sviluppare una solida strategia di medio periodo?

Competere in un mercato “animale” è ogni giorno sempre più complesso. Per aumentare il fatturato, acquisire nuovi clienti, fidelizzare quelli esistenti, sostenere i margini e ridurre i costi della gestione operativa, le aziende devono sviluppare un Pet Marketing innovativo, sfidante, ispirato dal comportamento animale,  basato su strategie integrate, strumenti performanti, un approccio diverso al cliente, all’analisi dei dati, alla comunicazione, al marketing ed alla vendita.

Il Pet Marketing (se preferisci Marketing Animale) si ispira agli amici animali, alle loro innate abilità naturali, come ascoltare, annusare, osservare, analizzare, interpretare ed agire.

Un modo “diversamente utile” di fare Business, che non riguarda esclusivamente le aziende del Pet, ma qualsiasi azienda, a prescindere da settore e dimensione, B2B o B2C, produzione, distribuzione o servizi.

Solo se avrai la volontà e la capacità di “cambiare pelle”, di trasformare il cambiamento in opportunità, di innovare la tua Organizzazione, di ispirare la tua Comunicazione, il Marketing, le Vendite, il Servizio Clienti al comportamento ed ai valori degli amici animali, non dovrai temere niente e nessuno. Potrai lavorare a coda alta, ottenere risultati CANtastici senza precedenti e consolidare un vantaggio competitivo difficilmente attaccabile dai tuoi “concorrenti animali”.

 

A SCUOLA DI BUSINESS DAGLI AMICI ANIMALI

Statiamo subito un falso mito: il Pet Marketing, ovvero il marketing ispirato dal comportamento e dai valori dei nostri amici animali, non si applica esclusivamente alle aziende operanti nel settore Pet.

Diversamente da quanto si possa immaginare o semplificare, il Pet Marketing si applica alle aziende di qualsiasi settore e dimensione, dalla produzione, alla distribuzione, ai servizi, tanto si parli di B2B quanto di B2C.

I fatti parlano chiaro. Salvo casi eccezionali, non esistono settori dove gli animali non siano direttamente o indirettamente coinvolti: accoglienza, ristorazione, viaggi, vacanze, tempo libero, trasporti pubblici, assicurazioni, medicina, farmacia, igiene, cosmetica, elettronica di consumo, moda, design, giocattoli, servizi di consulenza, formazione, assistenza, solo per citare alcuni esempi evidenti.

E’ forse un caso che i nostri amici cani e gatti siano diventati i veri “mattatori del web e dei social” e che i loro contenuti, le loro immagini, i loro video, generino più traffico della pornografia e del gioco d’azzardo messi insieme? Assolutamente no! La fortuna sarà forse cieca ma gli animali ci vedono benissimo ed il loro fiuto non mente.

Un grande cambiamento culturale ha in pochi anni trasformato gli amici Pets da animali da cortile a veri membri della famiglia. I loro ex proprietari si sono trasformati in genitori, in Pet Parents che oggi rappresentano uno dei segmenti di mercato a più elevato trend di crescita a livello planetario.

E così anche il Marketing tradizionale si è trasformato in Pet Marketing. Come dimostra una survey condotta da Dogfather su 101 realtà Milanesi del settore Ho.Re.Ca, in previsione di Expo 2015,  le aziende di vero pedigree hanno compreso come un Marketing etico e genuinamente Pet Friendly, permetta di consolidare un vantaggio competitivo significativo per competere e vincere in un mercato “animale”, migliorando al contempo immagine, reputazione e risultati di gestione.

Bene! Adesso è arrivato il momento di mettere 4 zampe motrici (anche) alla tua azienda.

 

METTI 4 ZAMPE MOTRICI ALLE “PET-FORMANCES” DELLA TUA AZIENDA CON IL PET MARKETING

Hai mai notato quanto i nostri amici Pet ci ascoltano, annusano, osservano, analizzano, quanto sono in grado di interpretare correttamente ogni nostro segnale ed agire di conseguenza, adattando il loro comportamento ai nostri più diversi stati d’animo?

Hai mai pensato quanto le abilità naturali degli animali potrebbero “farti comodo” per migliorare le tue PETformances personali e professionali in un contesto dove le tecnologie Web e Social hanno determinato un “cambiamento animale” senza precedenti e sconvolto la vita di ognuno di noi, a prescindere da settore e dimensione della nostra attività?

In pochi anni sono cambiati i mercati, i concorrenti, i modelli di business e soprattutto il comportamento dei clienti, che da proprietari si sono trasformati in genitori di cani e gatti, in veri Pet Parents. Ed è anche cambiato il loro modo di pensare, comunicare, valutare, decidere, acquistare ed influenzare la decisione di acquisto dei loro pari.

Poco importa che tu sia un imprenditore, un manager, un libero professionista o uno “spacciatore di crocchette”. Competere e vincere in un “mercato animale” sarà sempre più difficile.

Serviranno nuove competenze, nuove strategie e nuovi strumenti, al limite della CANtascienza, “cose che noi umani a 2 zampe non potevamo nemmeno immaginare sino a pochi anni addietro”.

E qui si apre il gap tra cosa fare e come farlo, perché mai come prima, nella nostra vita professionale, non conteranno solo le idee ma saperle realizzare, “a guida sicura”, per affrontare con successo la sfida del “Figitale”, ovvero un mondo dove fisico e digitale, online e offline, sono diventati una cosa sola.

AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO: COSA FARE E COME FARLO?

 Il mondo sta davvero cambiando alla velocità della luce. Ed il mondo del Pet sta evolvendo alla velocità del levriero.

Cambiano i mercati, i modelli di business, i concorrenti, i clienti, il modo di comunicare, promuovere, decidere, agire, misurare, vendere.

Chiamalo cambiamento, se preferisci innovazione, evoluzione, trasformazione, termini scolpiti nel DNA di ogni imprenditore e manager, di chi come te, ogni singolo giorno, combatte per adattarsi in modo liquido ad un mondo che cambia, a nuovi contesti, a scenari e imprevedibili situazioni.

Ognuno di noi combatte mosso da obiettivi diversi quali ottimizzare l’efficacia dell’organizzazione, allargare la base clienti, aumentare il fatturato, crescere la marginalità, ridurre i costi di gestione, sviluppare nuovi prodotti, migliorare il servizio clienti, affrontare nuovi mercati e consolidare un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti.

Se stai ancora leggendo queste righe significa che hai capito l’importanza del cambiamento e soprattutto quanto è importante la velocità del cambiamento e solo per questo ti meriteresti un buon “premietto”. Ma se sei stai leggendo queste righe il motivo è un altro: ti stai preparando al prossimo grande cambiamento della tua azienda, un “change” epocale e per farcela ti serviranno nuove competenze, nuove strategie e nuovi strumenti “al limite della fantascienza”, roba che sino a pochi anni addietro noi umani non potevamo nemmeno immaginare.

In soli pochi anni le tecnologie Web e Social hanno rivoluzionato completamente i mercati rendendoli quasi irriconoscibili, hanno stravolto i tradizionali modelli di business e trasformato il profilo dei clienti, il loro modo di comunicare, valutare, decidere, agire, interagire e acquistare.

Questa se ci pensi bene è una grande opportunità che non ti puoi permettere di lasciare ai tuoi concorrenti. Ma attenzione agli errori di “gioventù”: stai per entrare in un campo di gara molto diverso da quello che ben conosci e dove le regole del gioco non sono ancora scritte da nessuna parte.

GLI ERRORI PIU’ FREQUENTI

Quanti sforzi ogni giorno per gestire la tua azienda, acquisire nuovi clienti, mantenere quelli esistenti, fronteggiare la concorrenza, adattarti ad un mercato che cambia alla velocità di un levriero?

Gestisci uno o più siti web, hai creato un blog, pubblicato un e-book, sei presente sui social network, hai attivato una newsletter settimanale ed un servizio di chat, investi in campagne tanto digitali quanto tradizionali, partecipi a fiere, organizzi eventi, formi e motivi la tua forza vendita, dialoghi con i media, i veterinari, gli allevatori, gli educatori, le associazioni, le catene, i negozianti, gli shop on line, sino ad arrivare ai consumatori finali. Ma ancora non basta.

I mercati cambiano alla “velocità del levriero” e così le strategie di Pet Marketing che funzionavano lo scorso anno potrebbero non essere più efficaci.

Anche le priorità, gli interessi, le esigenze ed i problemi dei Pet Parents, dei clienti, cambiano del tempo e ciò non può essere ignorato, ma al contrario studiato ed assecondato.

Non adattarsi al cambiamento per aggrapparsi con le zampe allo status quo è foriero di una morte sicura e spesso prematura. La resistenza di molte aziende quando si parla di cambiamento tecnologico, è una delle cause che mette in crisi la comunicazione, il marketing, il  commerciale ed in ultima istanza i risultati di conto economico.

Andiamo a scoprire “4 segnali a 4 zampe” che indicano la necessità di cambiare per non estinguerti.

Le tue decisioni non sono “data driven” ma “belly driven” ovvero guidate dal tuo istinto “animale”, dalla pancia, ma non dai dati e questo potrebbe rivelarsi un errore fatale.

Che si tratti semplicemente di decidere in quali orari postare su Facebook o Instagram, di individuare gli argomenti più “caldi” per il tuo blog, di rivedere il packaging del tuo prodotto, di scegliere un formato, di riposizionare i prezzi di vendita al pubblico su uno specifico canale, di costruire una politica promozionale efficace sul canale consumer, solo per fare alcuni esempi frequenti, i dati sono indispensabili per prendere la decisione giusta, al momento giusto.

Basarsi su dati generici, non rilevanti per il tuo business, per i tuoi obiettivi specifici, potrebbe condurre ad errori grossolani. Immagina ad esempio di voler lanciare una nuova linea di cibo secco per cani in uno specifico stato Americano, a titolo di esempio la Florida. Ecco allora che utilizzare dati e ricerche che riguardano l’intero mercato USA ti potrebbe portare decisamente fuori strada e sebbene tu abbia  4 zampe motrici, sul terreno dell’incertezza sarebbe meglio non spingersi, a rischio il successo del tuo progetto di internazionalizzazione.

Un altro aspetto essenziale è rappresentato dalla fonte e dalla autorevolezza dei dati. E’ incredibile come l’88% delle aziende Pet prenda ciecamente per “buoni” dati e ricerche prodotti da terze parti,  invece di raccogliere sul campo, dal proprio mercato, dai propri clienti, dalla propria nicchia, gli elementi fondanti della propria “intelligence”, senza ancora menzionare la sfida più grande per le aziende di tutto il mondo: l’intelligenza artificiale (su quest’ultimo tema mi sto “facendo le ossa” ma te ne racconterò delle belle nel prossimo book).

Il tuo approccio al cliente è “a stampino”.

Il concetto di personalizzazione è molto semplice: creare esperienze di acquisto uniche per specifici clienti, su canali specifici, in funzione dei loro interessi, delle loro preferenze, dei loro problemi.

Tutti “a tavolino” comprendiamo l’importanza strategica di lavorare in modalità “sartoriale”, tanto si parli di online quanto di offline, ma poi nella pratica molti brand sembrano incapaci di sfruttare questa grande opportunità, incapaci di interpretare le esigenze dei loro clienti, di “abbaiare” la stessa lingua e costruire prodotti, servizi, esperienze su misura per loro.

Dati di fatto: il 44% dei consumatori reagisce negativamente quando il brand non compie alcuno sforzo per adattarsi alle loro specifiche esigenze, trattandoli come “un cliente qualunque”. Al contrario sono molto più portati all’acquisto quando il brand compie lo sforzo di riconoscerli, informarli, educarli ed infine fornire soluzioni pensate e costruite appositamente per loro.

E’ evidente come utilizzare dati generici non ti permette di personalizzare. Ma raccogliere informazioni e trasformarle in dati utili per il tuo business richiede un grande salto culturale e strumenti tecnologici che sino a pochi anni addietro erano “CANtascienza”, primi tra essi gli strumenti di Web e Social Listening (tema di cui parleremo nei prossimi capitoli).

La tua strategia social è esclusivamente promozionale.

I social media sono un mezzo CANtastico per connettersi con i Pet Parents, per conversare con loro, per capire cosa li muove, cosa cercano, come parlano, quali obiettivi perseguono, di cosa hanno paura, quali problemi vogliono risolvere. Ma è davvero un attimo perdere clienti per strada e compromettere la reputazione del brand a causa di un cattivo utilizzo dei canali social.

Le aziende Italiane del settore Pet sono molto più inclini ad utilizzare i social esclusivamente come strumento commerciale, promozionale e pubblicitario. Triste ma vero, questo approccio troppo “marketing” e poco “friendly” ti porterà a perdere per strada circa la metà della tua audience potenziale. Il motivo di ciò è semplicissimo: i potenziali clienti hanno una prospettiva diametralmente opposta alla tua quando si parla di social network, un luogo dove si possono esprimere, confrontare con i loro pari e comunicare “alla pari” con il resto del mondo. E ciò è ancora molto più forte nel settore Pet, dove i milioni di genitori di cani e gatti vogliono capire, imparare, condividere, insegnare, criticare, ma non necessariamente comprare qualcosa da te.

Si hai capito bene: 1 persona su 3 si aspetta di dialogare con il tuo brand, di fare domande o di esprimere critiche.

Cosa aspetti allora? Costruisci la tua strategia social per ingaggiare, generare nuovi contatti, creare relazione, richiedere feedback, gestire le critiche e lascia perdere la promozione. Fai tua questa semplice lezione, fallo con passione e attenzione per ogni singolo contatto e potrai crescere il tuo fatturato sino al 40%.

 

Il tuo unico valore è il prodotto.

In questo “mondo animale” ci sono “aziende che seguono il gregge ed altre che vanno contro corrente”. Canali tradizionali e canali digitali. Pet Marketing conservativo e Pet Marketing innovativo. Aziende orientate esclusivamente al profitto, altre orientate a produrre benefici per i propri clienti.

Tanto le prime quanto le secondo possono definirsi aziende, ma quello che fa davvero la differenza per i loro brand, ciò che lascia un segno nel tempo e nel cuore del pubblico,  sono i valori, i tuoi valori.

Te l’ho già detto un sacco di volte ed “abbaiato in tutte le lingue del mondo”. I Pet Parent vogliono tutto il meglio per i loro compagni di vita a 4 zampe, il che si traduce in salute, felicità e longevità.

E se tu sarai in grado di dare loro le soluzioni che vogliono e meritano (e non parlo dei soli prodotti), se la tua immagine, la tua reputazione, il tuo comportamento, la tua etica, la tua onestà, le tue competenze, il tuo impegno sociale li convinceranno nei fatti e non solo nel Marketing, allora saranno proprio i tuoi stessi clienti a promuovere il tuo brand, a trasformarsi in ambasciatori della tua azienda e generare nuove opportunità di business portandoti nuovi clienti.

Tiriamo le prime conclusioni

Una strategia di Pet Marketing di stampo tradizionale, conservativa (o ancor peggio obsoleta) può avere un effetto drammaticamente negativo sulla tua comunicazione, sul tuo marketing, sulla tua immagine, sulla tua reputazione ed infine sul tuo conto economico.

Ignorare i trend emergenti, i cambiamenti di mercato, le nuove esigenze dei clienti, le loro preferenze ed i nuovi paradigmi del “phygital”  può portarti velocemente alla deriva, fuori mercato e senza via di ritorno. Parola di Dogfather.

Numerosi brand hanno già scontato il prezzo degli errori della “vecchia scuola”, un motivo in più per mettersi in discussione, trasformarsi e rivedere i fondamenti del proprio Pet Marketing, mettendo il cliente al centro ed i tuoi valori al suo servizio.

 

 

11 PILLOLE DI PET MARKETING DI CUI LA TUA AZIENDE NON PUO’ FARE A MENO

  1. Phygital Marketing
  2. Content Marketing
  3. Inbound Marketing
  4. Funnel Listening
  5. Marketing automation
  6. Seo Writing
  7. Video Marketing
  8. Social Listening
  9. E-Commerce
  10. Referral Marketing
  11. Oops Marketing

PHYGITAL MARKETING

Se sei nato analogico, un bel giorno ti è spuntata la “coda digitale”, una estensione della tua vita fisica, una dimensione che gradualmente è diventata sempre più presente, importante, critica e strategica. E senza che te ne accorgessi, la comunicazione con il mondo esterno, le relazioni con i tuoi clienti, i tuoi progetti, il tuo lavoro, si sono prima ibridati con la rete e successicamente spostati nella rete.

Se invece sei un cucciolotto nato nell’era digitale, Web e Social rappresentano la realtà prevalente e tutt’altro che “virtuale”. Il mondo fisico è una mera conseguenza naturale di abitare un corpo fisico, fatto di carne ed ossa anziché di Bit. Altro che generazione X, i Millenials oltre ad una coda fisica possiedono “4 zampe motrici” che li rendono molto più funzionali, efficaci ed in grado di competere in un mondo animale, motivo in più per scommettere su di loro.

Ma scommetto che per la tua azienda l’obiettivo principe rimane sempre lo stesso e poco importa che il mondo, la cultura, i clienti siano analogici o digitali. Il tuo obiettivo è quello di acquisire nuovi clienti, mantenerli nel tempo, rendendoli sempre più fedeli e trasformarli in promotori naturali del tuo brand.

Se questo è il tuo obiettivo principale, è necessario che tu colga una sfumatura molto sottile che vale (almeno) 1 milione di dollari e che potrai fare tua in meno di 1 minuto di lettura. Vita reale e relazione digitale non sono più due mondi paralleli, sono al contrario due dimensioni convergenti, che si alimentano e potenziano a vicenda e dalla cui fusione possono derivare notevoli benefici. Quando si dice 1+1=11

E’ arrivato il momento di “cambiare pelle”, di metabolizzare il concetto di Phygital (phisycal + digital) o se preferisci Figitale, ed eliminare la tradizionale ed obsoleta distinzione fra online e offline, tra fisico e digitale, tra reale e virtuale, tra petshop ed e-commerce, a favore di un  Pet Marketing più evoluto, integrato, omni-canale e sempre più vicino al cliente finale.

Dire “Figitale” è cosa semplice, ma agire concretamente in modo Figitale è tutta un’altra storia.

La tua azienda si dovrà trasformare, dovrà rivedere l’Organizzazione, la Strategia, gli Strumenti ed i Processi interni, dalla Comunicazione al Pet Marketing, dal Commerciale alla Logistica, dalla Produzione alla Qualità, dal Controllo di Gestione al Servizio Clienti, per essere in grado di interagire, in modo organizzato ed integrato con i Pet Parents, clienti e prospect, su più canali possibili: dal negozio agli eventi, dal web ai social, dal numero verde alla chat, solo per citare gli esempi più immediati.

Lo sviluppo di una visione FIGITALE (fisico + digitale) rappresenterà la sfida più ambiziosa per qualsiasi azienda che voglia tenere il “passo da gara” del mercato, a prescindere da settore e dimensione, tanto nel B2B quanto nel B2C, tanto si parli di produzione, distribuzione o servizi.

Per essere Figitale, per unire il mondo fisico al digitale, per creare un ecosistema in grado di avvicinare il tuo brand ai clienti, serviranno nuove strategie di Pet Inbound Marketing per imparare a “vendere senza vendere” attraverso i Contenuti, con il supporto di nuovi strumenti di Pet Marketing automation.

Quali sono i 5 benefici del Pet Phygital Marketing?

Essere Phygital può portare importanti benefici al Pet Marketing della tua azienda quali:

  1. Maggiore efficacia della comunicazione, del marketing e dell’azione commerciale, con un ritorno immediato su ricavi, margini, frequenza di acquisto e scontrino medio, riducendo al contempo i costi della gestione operativa;
  2. Maggiore vicinanza al Pet Parent, affiancandolo, informandolo, supportandolo lungo l’intero processo di acquisto, lungo la sua “customer journey”, sui canali che utilizza più frequentemente e comunemente, con ritorno immediato in termini di soddisfazione e fedeltà;
  3. Maggiore conoscenza del cliente, delle sue esigenze, dei suoi interessi, dei suoi problemi, dunque maggiore capacità di offrire il prodotto giusto, alla persona giusta al momento giusto, sul canale giusto;
  4. Maggiori opportunità di soddisfare i nuovi clienti “connessi ”che prediligono il web al negozio tradizionale, con ritorno immediato in termini di vantaggio competitivo;
  5. Maggiore capacità di generare nuovi contatti, nuove opportunità e nuovi clienti.

Nonostante i benefici di un approccio Figitale siano evidenti, gli imprenditori ed i manager del settore Pet continuano a chiedersi perché dovrebbero “cambiare pelle”, perché dovrebbero mettere a budget investimenti importanti per innovare, per rivedere organizzazione e strategia, per acquistare nuove competenze e nuovi strumenti, ma soprattutto perché eliminare la consolidata distinzione fra online e offline, tra fisico e digitale?

E mentre le aziende di produzione, le catene, i negozi ancora “ringhiano” e “abbaiano” per capire se sia giusto ibridare la razza del “fisico” con il sangue del “digitale”, se sia giusto che un produttore venda direttamente su web, se sia corretto che un distributore produca a marchio proprio, se abbia senso per un piccolo negozio specializzato tenere aperta la serranda, il mondo cambia, i mercati evolvono, i clienti si trasformano ed i modelli di business tradizionali dimostrano sempre più, in modo palese, i propri limiti fisiologici.

Le aziende più smart hanno invece fiutato il cambiamento e stanno già lavorando per trasformarsi a livello organizzativo, strategico ed operativo. Le aziende dal DNA più tradizionale sono invece convinte che si tratti, tanto per cambiare, di una “bolla” e rimangono ancora sedute, a pancia piena, a guardare quello che succede fuori dal loro giardino.

Per aiutarti a fare la scelta giusta, voglio condividere con te le considerazioni che hanno determinato la mia trasformazione da analogico a digitale prima e da digitale a Figitale dopo.

Proverò dunque a rispondere alla fatidica domanda “perché un’azienda deve affrontare la Sfida Figitale” in 10 semplici passaggi, dando letteralmente “dei numeri”. Al lettore la facoltà di interpretarli con la testa o con la pancia e decidere cosa sia giusto fare per il bene della propria azienda.

  • Il 90% degli Italiani è connesso alla rete, con 44 milioni di utenti attivi su Internet, 31 milioni su Facebook e 19 milioni su Instagram. Numeri troppo importanti per rimanere solo fisici e non assecondare la transizione al digitale prima e la trasformazione figitale successivamente.
  • L’85% delle decisioni di acquisto nasce online per poi proseguire offline. Questo fenomeno viene definito ROPO “research online, purchase offline”  e combinato al TOPO “try off line, purchase online” ci dimostra quanto la contemporanea presenza fisica e digitale, sia fondamentale per competere in un mercato “animale” e non subire erosione di quote da parte della concorrenza.
  • L’84% delle persone si fida del passaparola, tanto online quanto offline, la più antica, economica ed efficace forma di promozione del mondo, in particolare nel settore Pet, un mondo sempre più “connesso” dove le relazioni, le conversazioni, i suggerimenti,  tra i milioni di genitori di animali domestici valgono molto più di pubblicità milionarie. Le recensioni, i commenti, le testimonianze di clienti soddisfatti hanno dunque un potere incredibile nell’influenzare la decisione di acquisto da parte di altri potenziali clienti. Un’opportunità troppo ghiotta per essere lasciata ai concorrenti.
  • L’85% degli Italiani utilizza device mobili per fare acquisti, il 34% spesso ed il 14% sempre. L’Italia è uno dei paesi con la più elevata attitudine verso il mobile shopping, un podio dominato in Europa da Spagna e Irlanda. Il 43% degli Italiani usa lo smartphone per acquistare una volta (27%) o più volte (16%) a settimana. Ciò spiega come l’Italia sia il terzo paese al mondo per numero di smartphone, il perché gli Italiani spendano in media 6 ore al giorno su web e social e soprattutto perché l’e-commerce cresca a due cifre ogni annuo da 15 anni a questa parte.
  • Il 90% della “customer journey” viene vissuta in “solitaria”, in altre parole il processo di acquisto del cliente avviene per la maggior parte del tempo  senza alcuna interazione con il fornitore del prodotto o servizio. Troppo alto dunque il rischio che il potenziale cliente abbandoni l’acquisto o scelga prodotti o servizi di aziende concorrenti meglio in grado di creare punti di contatto e micro momenti di relazione sui canali web, social e tradizionali.
  • L’87% dei clienti abbandona un brand per indifferenza, per mancanza di attenzione, di relazione, di conversazione e di interazione sui canali preferiti, siano essi web, social o fisici. Una dimostrazione ulteriore di quanto il processo di fidelizzazione del cliente si sia spostato dal cosa (il prodotto o servizio) al come (il modo di gestire la relazione).
  • Il 90% delle aziende presenti su social si limitano a parlare di sé, dei propri prodotti e servizi, senza ascoltare quello che si dice in rete su di loro, sul brand, sul mercato, sui concorrenti, per scoprire quello che non sanno, per intercettare le conversazioni che contano, le obiezioni, le critiche, i desideri, le esigenze, i problemi e trasformare questi “sentimenti” in reattive campagne di Pet Marketing, siano esse web, social o tradizionali.
  • Il 47% delle aziende non sono disposte ad investire più del 10% per il Pet Marketing e solo il 38% ha speso realmente tra l’1 ed il 10% del fatturato annuo per la trasformazione digitale. Decisamente poco in un mercato “animale” che ha ancora tutto da esprimere e dove “per fare i numeri” servono investimenti ben più cospicui.
  • Il 56% delle aziende afferma di credere nel web ma 4 aziende su 10 non hanno ancora un sito istituzionale degno di tale definizione. No comment.

In una ricerca condotta da Dogfather.it su un campione di 101 aziende e professionisti operanti nel settore Pet e settori collegati, solo il 3% degli intervistati è stato in grado di tradurre ed esprimere correttamente il concetto di Phygital.

Adesso la scelta è solo tua. Potrai seguire le orme delle aziende più smart che hanno fiutato in anticipo il cambiamento figitale, superato la fase di miopia, sostituito le opinioni con i numeri e che oggi stanno già lavorando per cambiare pelle, eliminando la tradizionale e ormai superata distinzione tra fisico e digitale, fra on line e offline, tra reale e virtuale, tra negozio ed e-commerce, a favore di un approccio più evoluto, integrato, omni-canale, figitale e sempre più vicino al Pet Parent, trasformandosi a livello organizzativo, strategico ed operativo, consolidando un vantaggio competitivo che “gli altri” (te compreso) faranno fatica a scalfire.

Oppure potrai emulare il comportamento delle aziende più conservatrici, convincerti che si tratti ancora una volta di una “bolla” e rimanere seduto a guardare quello che succede fuori dal tuo giardino.

 

CONTENT MARKETING

Adesso che abbiamo capito l’importanza di essere presenti online e offline contemporaneamente ed in modo integrato, è ora di farsi una nuova domanda: come hanno fatto cani e gatti a diventare in pochi anni i veri dominatori del web battendo sul campo il traffico generato da ponografia e gioco d’azzardo? Con i contenuti naturalmente … o se preferisci con i CANtenuti!

Eppure molte aziende sono ancora convinte che il loro vero valore sia rappresentato dai prodotti o dai servizi, senza rendersi conto di essere fuori strada. Non si spiegherebbe come aziende prive di prodotti o servizi ma ricche di contenuti siamo popolari su Web e Social e siano le più “googolate” ed apprezzate.

La risposta si chiama Content Marketing, ovvero l’arte di produrre e condividere contenuti di valore che rispondano alle esigenze, interessi o problemi dei Pet Parents, con lo scopo di acquisire nuovi clienti e mantenere quelli esistenti.

Nel caso specifico del settore pet, un genitore di cane o gatto deve saper fare un sacco di cose che non gli insegna proprio nessuno. Pensiamo alla nutrizione, alla prevenzione, al comportamento, alla scelta degli accessori, all’igiene dell’animale e della casa in cui vive, alla gestione delle emergenze, solo per citare alcune delle tematiche più evidenti. Fornire informazioni utili e credibili sulla salute del cane, in modo utile ed etico, rappresenta la migliore strategia di relazione con i “pet parents”, il modo migliore di attrarli, conoscerli, profilarli, interagire con loro, sino ad offire prodotti e servizi, accompagnarli gradualmente all’acquisto e costruire una relazione che duri nel tempo e non al contrario “mordi e fuggi”.

 

Quali sono i 5 benefici del Pet Content Marketing?

Le aziende che hanno avuto la capacità di creare contenuti a valore aggiunto per i propri clienti e prospect, hanno ottenuto benefici tangibili che sarebbero stati difficilmente raggiungibili, per non dire impossibili,  attraverso la pubblicità tradizionale, quali:

  1. Maggiore capacità di generare nuovi contatti e opportunità di vendita;
  2. Migliore profilazione dei prospect in funzione del loro comportamento e dei feedback sui contenuti;
  3. Maggiore capacità di convertire i contatti in clienti, trattenerli e fidelizzarli;
  4. Elevata reputazione del brand abbinata alla capacità di influenzare le decisioni di acquisto;
  5. Qualità del traffico sviluppato a livello web e social, con miglior posizionamento rispetto ai concorrenti.

Cosa deve fare la tua azienda per cogliere i benefici del Pet Content Marketing?

La prima regola del Pet Marketing è quella di “vendere senza vendere”, ovvero creare relazione attraverso la generazione di contenuti (o se preferisci CANtenuti) di reale valore ed utilità, che rispondano alle esigenze, agli interessi, alle passioni, ai problemi dei pet parents.

La tua azienda deve “trasformarsi” in una sorta di redazione, sviluppare un piano editoriale con obiettivi ben precisi, definire il calendario di pubblicazione, scegliere i canali di comunicazione, individuare con estrema precisione il profilo dei lettori per cui scrive, stimolare la conversazione, utilizzare web e social per ascoltare e raccogliere feedback. In altre parole si tratta mettere in campo i fondamenti dell’Inbound Marketing (che è l’esatto opposto della pubblicità)  di cui i contenuti rappresentano la linfa vitale.

I contenuti sono la vera energia che muove le “zampe” del Pet Marketing ma attenzione: se al primo appuntamento parli solo di te, non aspettartene un secondo!

Il concetto è molto semplice ma i fatti dicono ben altro. Quando si tratta di Pet Marketing e Comunicazione, le aziende sono spesso ed incredibilmente “centrate su loro stesse”, “abbaiano molto” e sembrano non ascoltare le esigenze del Pet Parent. I contenuti che sviluppano per il web, per i social e per i canali tradizionali sono fortemente orientati al Brand, ai prodotti, ai servizi, alla qualità, ai prezzi, alle promozioni, dimenticandosi che dall’altra parte dello schermo c’è il cliente, una persona che in quel momento sta cercando di raggiungere un obiettivo oppure risolvere un problema, un Pet Parent che non tollera pubblicità ma vuole informazioni utili, che non cerca prodotti ma soluzioni, che non paga promesse ma fatti e risultati concreti, in altre parole “fatti e non crocchette”.

Il Pet Marketing ci insegna che per acquisire un nuovo cliente dobbiamo attrarlo con contenuti di reale valore che siano compatibili con i suoi interessi, obiettivi, problemi e che per consolidare la relazione con un cliente esistente dobbiamo continuare ad educarlo, nel tempo, trasformandolo gradualmente da consumatore dei nostri prodotti o servizi a promotore naturale del nostro Brand.

E’ arrivato il momento di andare alla scoperta dell’Inbound Marketing.

INBOUND MARKETING

Abbiamo capito quanto possedere dei buoni contenuti sia (quasi) più importante di possedere buoni prodotti. Ma adesso dobbiamo capire come utilizzarli e soprattutto come  farne “buon uso” per andare a risultato, per fare business.

Se tuttavia per contenuti hai ancora in mente la pubblicità, sappi che non stiamo “abbaiando” la stessa lingua. La pubblicità è morta. Quel fenomeno invasivo che ci ha disturbato per una vita ha lasciato il passo ad un nuovo modo di comunicare, abbaiare promuovere e vendere “senza vendere”.

Pensa a cosa fa il tuo cane quando ha fame, quando vuole giocare o uscire per una passeggiata: mette in atto una comunicazione efficace, persuasiva, mirata ad ottenere per prima cosa la tua attenzione, ovvero la condizione necessaria per ottenere quello che vuole e come conseguenza naturale andrà a risultato. E soprattutto il tuo cane si comporterà in maniera diversa con te, tua moglie o i tuoi figli, perché conoscendovi sa bene che ognuno di voi è una persona diversa e pertanto si comporterà in maniera diversa.

Credimi: il tuo problema non è diverso da quello di altre aziende del tuo settore o di altri settori. I mercati sono conversazioni pressoché infinite ma il tuo tempo non lo è.  Ogni giorno investi tempo e soldi per allargare e mantenere le tue connessioni, ma sei davvero in grado di capitalizzare questo sforzo e trasformare dei semplici contatti in clienti, nel tempo più veloce, al costo inferiore, creando al contempo i presupposti di una relazione duratura?

Che tu produca crocchette, collari, ciotole o antipulci il problema è sempre lo stesso. Quanto ti costa davvero acquisire un nuovo cliente dal momento in cui lo attrai, incontri, conosci, incuriosisci, informi, sino al tanto sospirato primo acquisto? E cosa farai successivamente per mantenere “calda” la relazione e condurlo al riordino periodico? Cosa e come farai per impedire che il tuo cliente passi alla concorrenza per un punto percentuale di sconto in più, per una differenza ridicola di listino, per una promozione sottocosto, per un qualsiasi elemento di servizio in più, per un “incentivo”  o ancor peggio alla prima difficoltà o incomprensione?

La risposta è sempre la stessa e per tutti: Inbound Marketing, una strategia Phygital di Pet Marketing basata sull’attrarre “Personas”, ovvero persone interessate ai nostri prodotti e servizi, avvicinarli al brand attraverso contenuti di valore e trasformarli prima in clienti e successivamente in promotori naturali, per “vendere senza vendere”, senza mai inseguirli od interrompere quello che stanno facendo.

 

Quali sono i 5 benefici del Pet Inbound Marketing?

Rispetto al suo tradizionale antogonista, l’Outbound Marketing, meglio conosciuto come pubblicità, le cui performance sono sempre più scarse, una strategia mirata di Pet Inbound Marketing può portare benefici significativi alla tua Pet azienda quali:

  1. Attirare, farsi trovare e notare da nuovi potenziali clienti, capire cosa fanno, vogliono, cercano, quali sono i loro problemi, i loro interessi, i loro obiettivi e le loro esigenze;
  2. Offrire il prodotto giusto, al momento giusto, sui canali giusti, alla persona giusta;
  3. Costruire una relazione che duri nel tempo, soddisfando il cliente, fidelizzandolo e trasformandolo in un promotore naturale;
  4. Aumentare fatturato e margine, ottimizzando in parallelo i costi della gestione operativa;
  5. Consolidare un  vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti più tradizionali, tanto online quanto offline.

 

Cosa deve fare la tua azienda per cogliere i benefici del Pet Inbound Marketing?

La tua azienda deve rivedere la modalità “classica” per raggiungere nuovi clienti. La pubblicità “abbaia ma non performa” e questo è un dato di fatto. E non funzionano più i siti “belli da vedere”, le pagina Facebook “con tanti “like”,  i testimonial “VIP”, le iniziative di charity “SHOW”,  la presenza nei negozi e showroom più “COOL”, solo per fare alcuni esempi.

I milioni di “genitori” di cani e gatti vogliono sempre più “sostanza” ed hanno a cuore 3 cose ben precise: la salute, la felicità e la longevità dei loro pets. Per questo non tollerano inutile pubblicità ma richiedono informazioni utili, non acquistano crocchette ma soluzioni, non pagano promesse ma risultati concreti, non si accontentano di fornitori ma esigono relazioni vere.

Per i Pet parents di oggi il contenuto – che deve arrivare al momento giusto, sul canale giusto, nel formato giusto – è più importante del packaging, del prezzo e della pubblicità, a cui non credono più e da cui fuggono “a zampe levate”, mentre il commento positivo di un altro consumatore ha un peso incredibilmente rilevante nell’influenzare la loro decisione di acquisto.

E se sarai in grado di incuriosirli sempre più con nuovi argomenti, educarli gradualmente, stupirli nei momenti di inattività, divertirli (che non guasta mai), se avrai la sensibilità per “coltivare una relazione” prima ancora di proporre il tuo prodotto o servizio, potrai diventare un “campione” che difficilmente i tuoi concorrenti vorranno sfidare.

E non dimenticare mai: I tuoi clienti non sono bersagli, ma persone con un cuore e la coda scodinzolante.

Dimentica quello che hai studiato sui tradizionali testi di Marketing e cancella definitivamente la definizione giurassica di target. Pensiamoci bene: il target è un bersaglio su cui qualcuno spara. Ma chi mai vorrebbe essere un bersaglio? Quale animale a 2 o 4 zampe vorrebbe essere la preda di un cacciatore?

Eppure potresti farmi osservare che la pubblicità ci ha bersagliato per una vita intera. Verissimo! Infatti la pubblicità è morta, dopo aver dimostrato tutti i suoi limiti, la sua natura “interruptive”, invasiva e la sua incapacità di dare risultati concreti e misurabili.

L’Outbound Marketing lascia così il campo all’Inbound Marketing, una strategia completamente diversa che si basa sull’attrazione di potenziali clienti, persone, una diversa dall’altra, offrendo loro contenuti di valore, utili, funzionali, informativi, educativi, in linea con i loro interessi ed esigenze, in grado di accompagnarli gradualmente nella risoluzione di un problema o nel perseguimento di un obiettivo.

In un mondo a colori dovrai imparare ad interagire con diverse “Personas”.

E’ solo stando al loro fianco attraverso una conversazione ed una relazione continua che magicamente riuscirai a vendere senza vendere” creando una relazione solida, che duri nel tempo e che ti permetta di affrontare e risolvere anche eventuali situazioni di crisi.

Ma per riuscire a comunicare con ogni “razza, stazza e pelo”, dovrai dotarti di nuovi strumenti per ascoltare, analizzare, conversare e raccogliere feedback.

E soprattutto dovrai porti alcune domande imprescindibili per dare vera soddisfazione ai Pet Parent, alle tue tue Buyer Personas:

  • Quali obiettivi perseguono i tuoi clienti reali o potenziali?
  • Quali problemi affrontano e vogliono risolvere?
  • Cosa cercano, come parlano, come ragionano?
  • Quali sono i loro valori, in cosa credono, cosa percepiscono realmente come beneficio?
  • Quanto sono consapevoli, informati, preparati su specifici argomenti?
  • Quali competenze, esperienze, storie puoi condividere con loro?
  • Qual’è il loro background, stile di vita, quali sono le loro ambizioni, i loro desideri?
  • Quali sono i loro limiti, i falsi miti, le obiezioni, le critiche, le paure?
  • E soprattutto come puoi aiutarli a fare le scelte più giuste per i loro amici a 4 zampe?

In un mondo a colori, fatto di Buyer Personas e non di bersagli, di Pet Parent e non di consumatori generici, in un mondo dove si combatte per ottenere micro momenti di attenzione da parte del tuo pubblico, in una “guerra del tempo” dove non si combatte più col bazooka ma con la sensibilità, diviene dunque imprescindibile comunicare a due vie, conversare e ricevere feedback continuo.

Fatti le domande giuste per ottenere le risposte che contano e sarai davvero in grado di mettere 4 zampe motrici al Pet Marketing della tua azienda! Per oggi ho “abbaiato” abbastanza. Ti aspetto al prossimo capitolo dove voglio condividere insieme a te come si costruisce un Pet Funnel a coda alta!

 

FUNNEL MARKETING

Abbiamo capito come le conversazioni e le relazioni siano la chiave per sviluppare e consolidare il tuo business. Ma per trasformare opportunità in clienti, è necessario accompagnare per mano i tuoi contatti, passo dopo passo, zampa dopo zampa, nel corso del loro viaggio (ciò che gli animali del marketing definiscono “customer journey”) regalando loro una esperienza memorabile (la famosa “customer experience”) finalizzata a compiere un’azione specifica (quella che noi geek chiamiamo “call to action”).

Eppure mi trovo spesso a vivere la stessa scenetta. “Come è andata quella fiera? Benissimo! Hai raccolto molti contatti? Tantissimi! É stato un successo? Un enorme successo! E cosa é “successo” dopo la fiera? Silenzio di tomba.

Lo abbaio in tutte le lingue del mondo da anni. Le nostre azioni devono essere funzionali ovvero mirate e costruite ad ottenere una specifica azione da parte del tuo pubblico.

Una qualsiasi attività senza “call to action” é un investimento senza obiettivo, per definizione inutile. E adesso chiediti: la tua azienda si può permettere di investire pro bono?

Se la risposta è no, è arrivato il momento di affrontare il tema del Pet Funnel Marketing

Partiamo dicendo che “il funnel non è un tunnel bensì un imbuto” e che esistono diverse tipologie di funnel con obiettivi, strategie e modi diversi di operare. Nel classico funnel di vendita, ad esempio, entrano nuovi contatti ed escono nuovi clienti, dunque un imbuto che ha l’obiettivo di generare vendite.

Il funnel può essere sintetizzato come il ciclo di vita di un cliente che si sviluppa lungo una serie di passi: attrazione, profilazione, educazione, offerta, vendita, feedback, fidelizzazione, solo per presentare un funnel standard.

Quali sono i 5 benefici del Pet Funnel Marketing?

Il PET FUNNEL MARKETING può portare importanti benefici alla tua Pet azienda quali:

  1. Generare nuove opportunità di business;
  2. Aumentare il tasso di conversione;
  3. Diminuire i costi della gestione operativa;
  4. Rafforzare il controllo lungo l’intera customer journey di clienti e prospect;
  5. Attivare processi automatici secondo regole precise.

 

Cosa deve fare la tua azienda per cogliere i benefici della Pet Funnel Marketing?

Per attivare con successo un’azione di Pet Funnel Marketing, la tua azienda deve metabolizzare i concetti base del Pet Inbound Marketing e produrre costantemente  contenuti di elevato valore.

E questo è solo l’inizio. Il tasso di conversione di un funnel dipenderà dalla capacità di gestire proattivamente il feedback del Pet Parent, di conversare, di raccogliere dati, di creare relazione, di sorprendere e da ultimo di trasformare clienti soddisfatti in promotori naturali e non da ultimo dotarsi di una piattaforma di Pet Marketing Automation, senza la quale, tutto quello che ci stiamo raccontando sarebbe pura teoria!

 

MARKETING AUTOMATION

Se é vero che l’85% delle persone si informa on line prima di acquistare e che il 90% abbandona un brand per mancanza di attenzione, risposte o servizio da parte del vendor, ciò  significa che la tua azienda dovrebbe essere attiva e presente 24/7, 365 giorni l’anno, senza mai dormire.

Benvenuto nel CANtastico mondo della Marketing Automation, uno strumento imprescindibile allo scopo prenderti cura dei tuoi clienti a 2 e 4 zampe, comunicare con loro e rispondere alle loro esigenze anche quando dormi.

No non sto parlando di magia nera ma di strumenti impensabili per una azienda sino a pochi anni addietro. E ora permettimi di essere molto diretto senza giri di parole: tutto quanto ci siamo raccontati nei 4 capitoli precedenti sarebbe scarsamente attuabile senza il supporto della tecnologia ed in particolare della Marketing Automation.

Più concretamente stiamo parlando di strumenti che ci permettono di capire cosa fanno gli utenti sui nostri siti, cosa cercano, in quale fase della customer journey si trovano, per essere così in grado di produrre contenuti personalizzati, attivare una conversazione, conoscerli sempre meglio, profilarli sempre meglio e condurli a compiere specifiche azioni. Esistono molti tool in commercio, per tutte le tasche e stili di guida e vanno dalla Ferrari alla Fiat Panda, come Hubspot, Marketo, Sales Manago, Kartra, Mautic solo per fare alcuni espempi. Ma la verità è che nessuno di questi strumenti agisce come una bacchetta magica: per farli funzionare ci vuole testa e strategia!

Questo per dirti che la Pet Marketing Automation non è un “giochino tecnologico” sexy e trendy, ma è uno strumento di automazione di processi tradizionalmente gestiti in modalità manuale quali la Comunicazione ed il Marketing. Consiste nell’innescare azioni automatiche, in funzione di specifici eventi, sulla base di regole predefinite, in modalità h24, 365 giorni l’anno.

Potrai finalmente generare nuovi contatti, attrarre nuovi clienti, metterli al centro, studiarli, coinvolgerli, educarli, condurli all’acquisto e renderli fedeli, nel tempo più breve ed al costo più basso, attraverso campagne automatiche di cui potrai misurare l’efficacia in tempo reale, anche quando dormi!

Quali sono i 5 benefici della Pet Marketing Automation?

Le aziende che hanno messo in atto azioni di PET MARKETING AUTOMATION con obiettivi precisi, strategie ben definite ed utilizzando strumenti integrati, in logica cross-canale, hanno rilevato KPI di particolare rilevanza, a soli 6 mesi dall’avvio del progetto:

  1. Crescita del traffico sul loro sito e conseguente aumento dei contatti generati;
  2. Aumento delle conversioni, dei valori e volumi di vendita, della marginalità sulle vendite;
  3. Diminuzione del costo di acquisizione e gestione del singolo cliente;
  4. Maggiore conoscenza e profilazione dei clienti reali e potenziali;
  5. Campagne di Pet Marketing più reattive e misurabili in tempo reale.

 

Cosa deve fare la tua azienda per cogliere i benefici della Pet Marketing Automation?

Come primo passo, la tua azienda deve metabolizzare i fondamenti del Pet Inbound Marketing, la strategia basata sull’attrazione di nuovi contatti attraverso la produzione ed erogazione di contenuti a valore aggiunto per i clienti.

Dovrai dunque educarli, divertirli, incuriosirli, stupirli, «coltivarli» prima di proporre una vendita, senza mai dimenticare che l’85% dei consumatori cerca informazioni on line prima di effettuare un acquisto, tanto online quanto offline.

E soprattutto i tuoi contenuti dovranno essere utili, attinenti agli interessi, esigenze, problemi dei Pet Parents, essere erogati nei formati meglio fruibili, con il giusto timingsui canali di interazione preferiti dal cliente  e possibilmente personalizzati.

Si lo so bene!  Esattamente come è successo a me qualche anno addietro, ti sentirai confuso e smarrito in mezzo a tanti concetti e strumenti per te ancora nuovi e non sei ancora certo possano essere utili per la tua azienda.

Ma soprattutto non hai le idee chiare su come si possano applicare con successo all’interno della tua organizzazione per migliorare le tue performance e ottenere più fatturato, più ordini, più clienti e meno costi operativi.

Ti faccio giusto qualche domanda per dimostrarti che parliamo la stessa “BAU” lingua.

Come fare tracking, ovvero come tracciare il comportamento on line di utenti ancora anonimi e trasformarli in utenti conosciuti, segmentarli e gradualmente profilarli?

Cosa fare dei contatti generati dopo una campagna su Google Adwords e come fare per trasformarli in clienti?

Come fare nurturing, ovvero come creare programmi di educazione in grado di elevare gradualmente il livello informativo dei tuoi potenziali clienti e condurli all’acquisto nel momento in cui sono davvero pronti per apprezzare i benefici del tuo prodotto e dei tuoi servizi?

Come fare scoring, ovvero quale punteggio attribuire a specifici comportamenti dei tuoi potenziali clienti in modo da poterli valutare in modo oggettivo e non solo soggettivo?

Come creare delle landing page che siano in grado di convertire, dove per conversione non si intende esclusivamente vendere ma fare in modo che l’utente compia una determinata azione, come ad esempio scaricare un e-book, partecipare ad un evento, richiedere un coupon, compilare un questionario?

Dove posizionare strategicamente form per raccogliere informazioni utili sui potenziali clienti, sulle loro esigenze, interessi, problemi, senza ovviamente disturbare la navigazione ed evitare che se se vadano infastiditi?

Come si conduce un a/b test prima di lanciare una campagna di mail marketing, una landing, un nuovo banner?

E adesso arriviamo alla parte più complicata: come si costruisce un funnel di marketing e vendita?

Messa in questi termini ti potrebbe sembrare una “mission impossible” e potresti avere la tentazione di scappare con la coda fra le gambe. Come non capirt ci sono passato prima di te e stavo per commettere lo stesso errore “scappando a zampe levate”.

 La Pet Marketing Automation è una opportunita CANtastica al limite del CAntascientifico da non perdere assolutamente!!! ! Prima di essere una tecnologia è una strategia che può rivoluzionare il tuo modo di lavorare, qualcosa di assolutamente impensabile sino a pochi anni addietro, in grado di automatizzare azioni che non avresti mai il tempo e le risorse per eseguire manualmente. In questo modo potrai migliorare le tue PETformance, guadagnare di più e risparmiare risorse economiche da utilizzare per far crescere la tua azienda.

 

SEO WRITING

Che ti piaccia o meno l’85% delle persone prima di comprare un prodotto o servizio si informa online attraverso i motori di ricerca (ma questo credo di avertelo già detto più di una volta). Ecco perché diventa molto importante “fare SEO” (“Search Engine Optimisation” – in Italiano “Ottimizzazione per i motori di ricerca”) ovvero farsi trovare prima dei tuoi concorrenti su mamma Google, il motore di ricerca più utilizzato in Italia, Europa e Nord America.

Ma lasciamelo dire francamente: il SEO è davvero “una brutta bestia”. Parliamo di un insieme di strategie “bestiali” ed attività di ottimizzazione volte ad aumentare la visibilità di un sito web, migliorare il posizionamento organico dei suoi contenuti (ovvero quelli non a pagamento) per raggiungere i primi posti sui motori di ricerca.

Il Pet SEO Writing è dunque l’arte di “scrivere da cani” o meglio la capacità di generare contenuti di tutto “pedigree” ed “a coda lunga” che siano di utilità per gli utenti web e considerati dunque autorevoli secondo le regole e gli algoritmi di  “mamma Google”. Si hai capito bene! Il vecchio mantra di Bill Gates “content is king” è tutt’altro che obsoleto per il successo del tuo Pet Marketing e della tua strategia di posizionamento

Quali sono i 5 benefici del Pet SEO Writing?

Scrivere “da cani” combinando la buona scrittura con le regole di Google, ovvero il modo di ragionare del motore di ricerca più potente del mondo, presenta benefici irrinunciabili per una azienda del settore Pet, quali:

  1. Sviluppare siti più efficaci, con più visite ed una qualità del traffico più elevata;
  2. Generare nuovi contatti, dunque nuove opportunità di vendita;
  3. Aumentare il tasso di conversione, trasformando visitatori in clienti;
  4. Elevare il posizionamento, la consapevolezza e la reputazione del brand;
  5. Consolidare un vantaggio competitivo che nemmeno le inserzioni a pagamento saranno in grado di scalfire.

 

Cosa deve fare la tua azienda per cogliere i benefici della Pet SEO Writing

Il SEO è un tema piuttosto complesso con implicazioni tecniche non indifferenti e assolutamente non improvvisabili.

Per iniziare con “la zampa giusta” la tua azienda dovrà analizzare il posizionamento web e la presenza social dei concorrenti, identificare puntualmente  il profilo, gli interessi, le esigenze ed i problemi di clienti e prospect, sviluppare una strategia di comunicazione basata sui contenuti di valore, costruire un piano editoriale, erogare i contenuti in modalità automatica, alla persona giusta, al momento giusto, sul canale giusto, monitorare i risultati in tempo e reale per porre in essere eventuali azioni di Pet Marketing correttive ove necessarie, attivare azioni di Media Relation e (non da ultimo) affidarsi ad uno specialista SEO di tutto “pedigree” valorizzandolo come un investimento strategico e non come un costo inevitabile.

Se invece hai pensato che un professionista ti costi troppo, prova a pensare quanto di costerebbe il fai da te o l’introduzione in azienda di un dilettante :))

 

VIDEO MARKETING

Lo sapevi che i gatti sono gli intrattenitori più esileranti del pianeta web e non esiste pornostar che possa competere con loro video? Il vecchio detto “tira di piu’ un pelo di xxxx” in epoca moderna si sposta a favore del pelo del gatto! GATtastico vero?

Ma perché i video funzionano così tanto? Hai mai pensato di “farlo con un video”? Non fare quel sorrisino! Non mi riferisco alle tue attività extra curriculari e professionali, ma al Pet Marketing della tua azienda.

In pochi anni Web e Social hanno modificato il profilo dei Pet Parent, il loro modo di ascoltare, comunicare, interagire, influenzare, decidere e acquistare.

Non è un caso che i video siano diventati lo strumento di comunicazione e Pet Marketing più efficace, grazie alla capacità di coinvolgere i sensi, imprimere concetti nella mente delle persone ed aumentare la partecipazione emotiva del pubblico.

E allora dimmi perché non lo stai ancora facendo? Te lo dico io. Perché tutti (te compreso) hanno paura del video, del giudizio, delle critiche, ma credimi, produrre un video non significa andare davanti alla telecamera. Realizzare un video significa raccontare la tua storia e quella della tua azienda, i tuoi valori, le tue competenze, le tue soluzioni, i tuoi successi, i benefici della tua offerta, in modo autentico, onesto ed originale, attraverso un mezzo che ha una capacità notevolmente superiore di andare a segno rispetto alle parole e lo sai perché? Perché le persone non leggono più ed allora è diventato indispensabile imparare “a dirlo e farlo” (il marketing) con un video.

Pensa che già nel 2017 il 74% dei contenuti totali su web è rappresentato da video: ben 3 contenuti su 4.  Ecco allora che “dirlo o farlo con un video” può rappresentare un importante elemento di distinzione e vantaggio competitivo nel settore Pet, anche perché gli amici cani e gatti sono i veri “dominatori del web” ed il traffico generato dai loro simpatici contenuti batte sul campo “concorrenti” (meno simpatici) quali produttori di armi, pornografia e gioco d’azzardo.

Quali sono i 5 benefici della Pet Video Marketing?

Non ci dobbiamo dunque stupire o scandalizzare quando le aziende dei più disparati e “lontani” settori quali banking, insurance, information technology, solo per fare alcuni esempi, utilizzano gli amici pets come protagonisti delle loro campagne di advertising, per mettere cuore, simpatia ed emozione dove spesso è difficile trovarne. I benefici del Pet Video Marketing sono incredibilmente evidenti.

  1. Il video rappresenta uno alleato incredibilmente efficace per raccontare la tua storia, per condividere competenze, esperienze e soluzioni, ancor prima di arrivare al prodotto;
  2. Un video di 1 minuto equivale a circa 800.000 parole;
  3. Una campagna di Pet Marketing basata sui video è in grado di aumentare di ben 6 volte le conversioni e fino al 512% il coinvolgimento degli utenti;
  4. ll video è uno strumento efficace di relazione con il Pet Parent, per informarlo, educarlo, incuriosirlo, sorprenderlo, responsabilizzarlo, stimolarlo al feedback;
  5. I contenuti video aiutano a creare le migliori condizioni abilitanti alla vendita, “senza bisogno di vendere” e generare al contempo traffico web, migliorare la visibilità, il posizionamento e la reputazione brand “che ci mette la faccia”.

 

Cosa deve fare la tua azienda per cogliere i benefici del Pet Video Marketing?

Raccontare una storia “da cani”, la tua vera storia con un video, è il segreto di Pet Marketing per creare una relazione che duri nel tempo con il tuo pubblico, in modo particolare per chi, come te, combatte ogni giorno per sopravvivere in un “mondo animale”.

Dovrai pertanto superare la paura della telecamera, acquisire confidenza, esperienza, strumenti, astuzie per produrre video utili, originali, trasferendo dalla penna all’obiettivo la tua capacità di generare contenuti, genuini ed originali, in modo semplice, veloce e possibilmente divertente, ingaggiando e creando relazione. E’ così che nasce un rapporto di fiducia con il Pet Parent, è così che nasce una nuova “storia d’amore a 4 zampe”.

E non dimenticare: il tuo cliente non compra mai un semplice prodotto. Il Pet Parent acquista soluzioni, benefici e soprattutto “sposa” la tua azienda per ciò che di “buono” per lui e soprattutto per il suo amato pet: salute, felicità, longevità.

I tuoi video racconteranno dunque i diversi aspetti della tua vita aziendale, il tuo lato umano, la tua reale passione, le tue competenze, le tue esperienze, le tue abilità, i tuoi fallimenti (che sono umani e parte della tua storia), la tua capacità di innovare, il tuo servizio e solo da ultimo il tuo prodotto (che è la risultante dei punti precedenti).

Il Pet Video Marketing rappresenta dunque una leva di innovazione CANtastica che può fare la differenza nel settore Pet, nella delicata relazione con i clienti, per comunicare in modo più originale, efficace, veloce, personale ed ottenere dunque migliori PETformance, migliorando il rapporto con clienti già acquisiti o da acquisire.

Ma forse hai ancora seri dubbi su questo tema “poco convenzionale”. Sei ancora convinto che i video siano tutta scena e che “chi lavora sul serio” abbia ben altre cose da fare nella vita. Dedicato agli “scettici”: ecco cosa dicono i numeri.

  • Il 54% dei clienti ama vedere video più di qualsiasi altro tipo di contenuto, come mail, newsletter, articoli di blog e post;
  • Il 74% dei contenuti web è già rappresentato da video e si prevede che entro la fine del 2019, questa percentuale salirà  all’80%, indipendentemente dai canali web e social utilizzati;
  • Il 30% del tempo che gli utenti trascorrono online è dedicato alla visione di video;
  • Il 90% dei consumatori afferma infatti che un video li aiuta a prendere le giuste decisioni di acquisto;
  • il 64% dei clienti normalmente acquista un prodotto online dopo aver guardato un video che lo riguarda;
  • Sebbene 5 miliardi di video vengono visualizzati su YouTube per puro intrattenimento, i Pet Parent guardano i video anche per informarsi e prendere le migliori decisioni su quali prodotti acquistare.

Il successo dei video deriva soprattutto da un fattore scientifico: il cervello umano elabora le informazioni visive 60 mila volte più velocemente delle parole ed è stato calcolato che un minuto di video equivale più o meno a 1,8 milioni di parole.

Per questo motivo una campagna basata sui video è in grado di aumentare di ben 6 volte le conversioni e fino al 512% il coinvolgimento degli utenti.

Il pubblico di oggi vuole messaggi utili, genuini ed originali, in modo semplice, veloce e anche divertente. Il segreto per un video di successo è dunque abbandonare il vecchio stereotipo di spot pubblicitario, come la televisione ci ha abituato negli anni, per sviluppare una comunicazione più autentica, in grado di generare empatia e favorire la nascita di un vero rapporto di fiducia.

Grazie al Pet Video Marketing possiamo oggi creare percorsi narrativi per emozionare, ingaggiare e creare relazione. Non si tratta più semplicemente di mostrare il prodotto o persuadere un consumatore passivo, questo modo di comunicare è finito e non funziona più. Il tuo pubblico è attivo e coinvolto, è lui che sceglie (e compra). Vuole essere partecipe dei valori, dello spirito, dell’identità, della missione, del comportamento etico, delle azioni e degli obiettivi “sani” della tua un’azienda.

Il tuo cliente non compra più un prodotto, compra soluzioni, benefici e soprattutto compra la tua azienda per ciò che di “buono” rappresenta per lui e soprattutto per il suo amato pet.

Per questo i video che raccontano i diversi aspetti della tua vita aziendale, il tuo lato umano, le tue competenze, le tue esperienze, le tue abilità, i tuoi fallimenti (che sono umani e parte della tua storia), la tua capacità di innovare,  il tuo servizio e solo da ultimo il tuo prodotto (che è la risultante dei punti precedenti) non sono un semplice esercizio di stile bensì l’esatto contrario.  Sono ciò che ti rende riconoscibile e che ti fa penetrare talmente in profondità a livello emotivo, sino a farti diventare un elemento familiare e preferirti ad altre aziende, ai tuoi competitor.

Le decisioni di acquisto sono sempre più spesso dettate dalle emozioni e meno dalla razionalità. Anche quando pensiamo di agire in modo conscio e consapevole, ci sono suggestioni che agiscono in modo così profondo sull’inconscio tali da generare la spinta all’acquisto. L’identificazione nel brand e nei suoi valori è una di queste e non ho alcun dubbio quanto ti dico che  i video sono oggi lo strumento più efficace per comunicare.

 

SOCIAL LISTENING

Alza le orecchie e ascolta bene quello che ti sto per dire: i nuovi mercati sono conversazioni e se impari ad ascoltare prima di parlare, puoi acquisire un vantaggio competitivo significativo rispetto ai tuoi concorrenti!

Pensaci bene: in pochi anni siamo diventati tutti “pubblicamente estroversi”, condividendo sui social network (in barba alla nostra stessa privacy) le nostre vite, i nostri pensieri, le nostre idee, i nostri viaggi, le nostre disavventure, le nostre immagini, i nostri video.

Incredibilmente solo poche aziende hanno compreso come i social siano il luogo migliore per ascoltare, comprendere, analizzare, interpretare, profilare, avvicinare, influenzare, fidelizzare, i propri clienti.

I fatti ed i numeri parlano sempre chiaro. il 90% delle aziende è presente su uno o più social, spesso in modo improvvisato, senza obiettivi precisi, senza una strategia, senza competenze specifiche, senza contenuti strutturati e senza un piano editoriale, nel tentativo di fare rumore e accaparrarsi con le unghie micro momenti di attenzione del pubblico.  La maggior parte delle aziende concepisce i Social come un megafono per “parlare di sè”.

Solo poche aziende invece utilizzano i Social per ascoltare quello che si dice in rete sul loro brand, sulla loro reputazione, mercato, concorrenti, per scoprire quello che non sanno, per intercettare le conversazioni che contano, come le obiezioni, le critiche, i desideri, le esigenze, le paure, i problemi dei Pet Parent e trasformare questi “sentimenti” in azioni di comunicazione e Pet Marketing.

Se è vero quello che mi sono sentito dire migliaia di volte ovvero  “ma noi siamo un’azienda diversa“, se è vero che ascoltare è la prima regola della comunicazione efficace, è forse arrivato il momento di ripensare il tuo Pet Marketing con il supporto della Social Listening, uno strumento sino a pochi anni addietro inarrivabile per la maggior parte delle aziende e di dominio delle sole multinazionali.

Quali sono i 5 benefici della Pet Social Listening?

Le aziende che comprendono l’importanza della Pet Social Listening possono ottenere benefici davvero pesanti in chiave competitiva:

  1. Potenziare occhi e orecchie monitorando, in tempo reale, quello che succede in rete, a livello globale, in lingue diverse, su canali diversi;
  2. Capire davvero cosa dicono e pensano i consumatori del tuo brand, dei tuoi prodotti, dei tuoi servizi e dei concorrenti;
  3. Misurare il “sentiment”proveniente dal mercato, confrontandolo con la concorrenza, per meglio gestire nuove opportunità, la relazione con il cliente oppure affrontare proattivamente eventuali situazioni di crisi;
  4. Comprendere quali sono gli argomenti, le storie, i messaggi, i contenuti che interessano di più ai Pet Parents ed aumentare la capacità di proporre contenuti e soluzioni di reale valore aggiunto per il tuo pubblico;
  5. Trasformare le conversazioni ed i dati provenienti dai sociali in strategieutili al tuo business nei delicati processi di Comunicazione, PET MARKETING e Vendita in chiave Phygital.

 

Cosa deve fare la tua azienda per cogliere i benefici della Pet Social Listening

Il tema della Pet Social Listening è tutt’altro che frivolo e di secondaria importanza per una azienda del settore Pet, a prescindere da settore e dimensione, tanto nel B2B quanto nel B2C.

La capacità di sviluppare una strategia di Pet Inbound Marketing per rimettere il cliente al centro, di produrre contenuti di valore che siano compatibili alle sue esigenze ed ai suoi problemi, dipende dalla capacità di ascoltare, per scoprire cosa pensa di noi e dei nostri concorrenti, può davvero mettere “4 zampe motrici” alla tua azienda e permetterle di viaggiare “a coda alta” e correre più veloce di tutti.

Ma attenzione: ancora una volta non stiamo parlando di nuovi “giochini tecnologici” per fare scena o generare dei colorati Power Point, ma di un modo estremamente innovativo di ripensare il rapporto con il pubblico.

Partiamo da un semplice presupposto: i Pets sono creature fortemente orientate alla socializzazione ed altrettanto lo sono i Pet Parents, che sui diversi canali social intrattengono conversazioni continue, condividono esperienze, cercano soluzioni, manifestano problemi, si confrontano con i loro pari, senza veli e senza censura, in modo autentico e diretto. Quale migliore opportunità per comprendere meglio i loro interessi, le loro esigenze, “profilarli” ed essere in grado di “abbaiare” la loro stessa lingua?

Chiariamo inoltre un’altro aspetto: per loro natura i Social non nascono come luogo per fare azione commerciale o promozionale, quanto piuttosto per conversare, confrontarsi, condividere, costruire relazioni, creare attenzione su temi specifici, far crescere la tua community con l’obiettivo di amplificare la portata dei tuoi contenuti, generare traffico verso il sito dell’azienda e portare gradualmente il pubblico a compiere specifiche azioni, le mitiche “call to action“.

Idealmente ogni azienda dovrebbe essere omni-canale, ovvero attiva su tutti i canali dove sono presenti i potenziali clienti, il che significa su tutti i social. Ma ciò risulta molto complesso, soprattutto per le piccole e micro aziende, richiedendo ingenti risorse di tempo e budget ed una attività costante che non conosce sosta. Bisogna dunque fare delle scelte e queste dipendono dagli obiettivi di Pet Marketing che la tua azienda animale intende realmente perseguire!

Sfatiamo poi convinzioni limitanti quali:

  • Facebook è un canale esclusivamente B2C e di basso livello;
  • Twitter è efficace prevalentemente per dialogare con i media;
  • Linkedin va usato esclusivamente a scopo business;
  • Instagram è il canale ideale ed esclusivo per le sole aziende dei settori fashion, design, arte e viaggi;
  • Youtube …. .

 

La risposta “GIUSTA” dipende dai numeri e non dalle opinioni!

Per questo ti consiglio di sperimentare sulla tua pelle, ovviamente senza fare salti nel vuoto. Non servono anni per capire quali siano i canali più adatti alla comunicazione del tuo brand, ma tieni presente che non esiste una strada sicura che funzioni per tutti nello stesso identico modo.

E non dimenticare mai che la stessa persona con cui interagisci su Linkedin in “giacca e cravatta” durate il giorno è la stessa che troverai in jeans e scarpe da ginnastica alla sera. Sui social troverai persone (con la P maiuscola) in diversi momenti della loro vita (giovani e meno giovani), della giornata (lavoro e tempo libero), con diversi livelli di informazione e consapevolezza. Questo significa che gli interlocutori sono sempre gli stessi, ma in diversi momenti e su diversi canali possono manifestare esigenze diverse.

E ricorda bene: aprire un nuovo canale non è uno scherzo. La presenza sui Social richiede un impegno costante e non può essere gestita con la zampa sinistra nei ritagli di tempo.

 

 

E-COMMERCE

Quante notti insonni “hai contato le pecore” nel tentativo di decidere quali canali di vendita utilizzare per valorizzare al meglio il tuo brand e migliorare al contempo i risultati di vendita?

Puoi tranquillizzarti: questo è uno dei temi più caldi per il Pet Marketing di ogni azienda, di qualsiasi settore e dimensione. Noi hai idea di quante volte mi sono sentito chiedere:

Meglio vendere direttamente oppure attraverso distributori?

Meglio il canale specializzato o le grandi catene?

Meglio distribuire esclusivamente sul canale fisico oppure affrontare la sfida della vendita online?

Meglio attivare un proprio sito di E-Commerce oppure optare per i marketplace?

Amazon o Zooplus?

E pensare che solo una decina di anni addietro, numerosi “addetti ai lavori” del settore Pet sostenevano che l’e-commerce in Italia non avrebbe mai funzionato :))

Ma ancor più grave “super esperti di settore” lo sostengono ancora oggi, rinunciando ai benefici di una leva di Pet Marketing imprescindibile per lo sviluppo economico della propria azienda.

Lasciamo da parte le opinioni e guardiamo ai fatti! I dati ci dicono in modo cristallino che il commercio elettronico (anche in Italia) è in crescita costante e secondo i “veri esperti” nel breve termine assisteremo ad una diffusione massiccia di questa modalità di vendita che non lascerà campo alle “opinioni” più miopi e conservatrici .

Il recente ed autorevole report pubblicato da Casaleggio Associati sullo stato dell’e-commerce in Italia nel 2019, non lascia scampo e “taglia le zampe” ai detrattori: Il valore del fatturato e-commerce in Italia nel 2018 è stimato in 41,5 miliardi di euro, con un aumento del 18% sul 2017, una crescita costante, a 2 cifre, che non conosce sosta dal lontano 2004, quando il fatturato prodotto dalle vendite online era pari a 1,64 miliardi di euro, CANtastico vero?

Eppure i numeri sPETtacolari del Belpaese non solo nulla se comparati al valore del mercato e-commerce nel mondo, stimato nel 2018  in 2.875 miliardi di dollari. L’Italia è parecchie zampe lontana (ed a svariati miliardi di distanza) da Gran Bretagna, Germania e Francia, ma la cosa interessante è che “partendo dalle retrovie” il nostro potenziale e le opportunità di crescita sono decisamente notevoli!

Sono convinto che la citazione “Un giorno vendere on line sarà obbligatorio, quel giorno è oggi” sia tutt’altro che l’espressione di un visionario.

Voglio pertanto condividere insieme a te gli 8 temi strategici e relativi numeri su cui riflettere pesantemente, prima del grande passo,nell’obiettivo di mettere “4 zampe motrici” al Pet Marketing della tua azienda.

Ricerca 

E’ chiamato Effetto Ropo “research online, purchase offline”. I consumatori si informano online prima di effettuare un acquisto. Da qui l’importanza del posizionamento sui motori di ricerca, in primis su Google, il motore di ricerca più amato e utilizzato dagli Italiani. Essere visibili e posizionarsi su Google prima dei tuoi concorrenti è essenziale per il successo del tuo E-Commerce.

I numeri che stai per leggere sono molto evidenti, semplici ed immediati nella loro interpretazione:

Il 90% degli Italiani è connesso alla rete e passa in media 6 ore al giorno su web e social (Fonte Global Digital Report);

Le persone trascorrono in media 5 ore a settimana facendo shopping online (Fonte Hosting Facts);

L’81% degli utenti fa approfondite ricerche online prima di acquistare un prodotto tanto online quanto offline (Fonte Social Media Today);

Il 40% dei millennial ha utilizzato la ricerca vocale prima di effettuare un acquisto online (Fonte Shopify).

Figitale

Credo di averlo detto (e abbaiato) in tutte le lingue del mondo: Online e Offline non sono più due mondi paralleli ma al contrario due dimensioni convergenti, che si alimentano e potenziano a vicenda e dalla cui fusione possono derivare notevoli benefici. Lo sviluppo di una visione Phygital (fisica e digitale al contempo) rappresenterà una condizione preliminare imprescindibile per qualsiasi azienda che voglia affrontare seriamente la sfida del Commercio Elettronico. A supporto di questa visione:

Il 56% degli acquisti nei negozi fisici è influenzato da un’interazione digitale (Fonte Hosting Facts);

L’80% dei consumatori ha utilizzato un telefono cellulare all’interno di un negozio fisico per leggere le recensioni dei prodotti, confrontare i prezzi o trovare negozi alternativi (Fonte OuterBox);

L’Italia è il terzo paese al mondo per numero di smartphone (Fonte Wired);

L’85% degli Italiani utilizza device mobili per fare acquisti, il 34% spesso ed il 14% sempre (Fonte Pagamenti Digitali);

Entro il 2020, le vendite da mobile rappresenteranno il 45% di tutte le attività di e-commerce rispetto al 20,5% del 2016 (Fonte Hosting Facts);

L’Italia è dunque uno dei paesi con la più spiccata attitudine verso il mobile shopping, un podio dominato in Europa da Spagna e Irlanda. Il mobile shopping è dunque un fenomeno “animale” da tenere attentamente sotto controllo per le aziende che intendono affrontare la sfida della vendita online con tutte e 4 le zampe per terra.

 

Promozione

Creare una piattaforma di vendita online tecnicamente e graficamente valida non basta. Occorre renderla visibile, promuoverla costantemente su web e social ed in parallelo “picchiare duro” su sconti e promozioni, mixando le strategie e le meccaniche promozionali più disparate. Lo sapevi che:

Il 50% degli e-commerce investe circa 1.000 dollari al mese in campagne pubblicitarie a pagamento (Fonte SEMrush);

Il 71% degli acquirenti pensa di fare un affare migliore online, rispetto a quello che farebbe recandosi in un negozio fisico (Fonte Media Lounge);

Il 50% è lo sconto più popolare proposto tra gli e-commerce italiani (Fonte SEMrush).

 

Marketplace  

Vendere online non significa per forza dover investire per creare il proprio sito di E-Commerce. Esiste una soluzione alternativa o complementare rappresentata dai Marketplace, un canale molto interessante per le aziende che possiedono il potenziale commerciale ma con limiti sul fronte delle competenze tecnologiche, dell’esperienza digitale, dell’Organizzazione e della flessibilità Logistica. Pensa che:

Il 55% delle vendite e-commerce viene effettuato in negozi di marca e il 45% nei Marketplace (Fonte Hosting Facts);

Per il 45% di tutte le vendite online, gli e-commerce di riferimento sono Amazon (36%), eBay (8%), altri (solo 1%) – (Fonte Big Commerce);

 Amazon e Ebay sono i negozi online più popolari su Google.it (Fonte Web In Fermento).

 

Servizio

La presenza fisica ed il supporto ai clienti prima, durante e dopo una vendita, rappresenta uno degli elementi essenziali per il successo delle vendite online. Lo stesso dicasi per i costi e le tempistiche di consegna. Non a caso:

L’89% degli acquirenti interrompe l’acquisto online a causa di un servizio clienti scadente (Fonte Social Media Today);

La maggior parte dei reclami relativi all’esperienza di acquisto in Europa si riferisce ai tempi di consegna e prodotti danneggiati durante la spedizione (Fonte Ecommercenews);

Il 66% degli acquirenti decide di non acquistare un articolo a causa di costi di consegna non convenienti (Fonte Hosting Facts).

Social. I social networks si stanno trasformando da leva di Branding ed Avertising in un nuovo canale e strumento di vendita.

Il 30% degli acquirenti online afferma che vorrebbe ordinare da un social network come Facebook, Pinterest, Instagram, Twitter o Snapchat (Fonte Big Commerce).

Sono gli utenti di Instagram quelli che trascorrono la maggior parte del tempo sui siti di e-commerce, con una durata media della sessione di 192 secondi, il doppio rispetto a quelli di Facebook ed il triplo rispetto a quelli di Pinterest (Fonte Social Media Today).

Il 38% delle persone sfrutta l’interazione con i social media per visitare il sito Web di un rivenditore (E Fundamentals).

Negli ultimi 5 anni, le vendite online a partire dai social media sono aumentate del 93% (Media Lounge).

 

Wom

I geek del digital lo chiamano WOM (word of mouth), gli analogici lo chiamano ancora passaparola ed è la più antica, economica ed efficace forma di pubblicità del mondo, anche nella digital economy e soprattutto nel settore Pet, un mondo sempre più “connesso” dove le relazioni, le conversazioni, i suggerimenti,  tra i milioni di genitori di animali domestici valgono molto più di pubblicità milionarie. I clienti soddisfatti hanno un valore inestimabile e la capacità della tua azienda di trasformarli in promotori naturali, in influenzatori della decisione di acquisto di altri pet parents, in “ambasciatori” del brand,  è una leva strategica di PET MARKETING spesso sottoutilizzata, una opportunità che la tua azienda non può permettersi di lasciare ad altri.

Forse non sapevi che:

Gli utenti verificano i pareri prima di effettuare un acquisto. Il 60% dei clienti online prima di acquistare verifica i pareri di altri utenti per ottenere rassicurazione, chiarezza, convenienza e decidere se acquistare o meno (Fonte Netcomm);

L’84% dei consumatori non si fida della pubblicità (fonte TrustPilot);

Il 74% dei consumatori si fida dei consigli dei suoi pari (fonte Nielsen);

Il 23% degli acquirenti è influenzato dai commenti sui social media (Fonte Big Commerce);

Oltre il 90% delle persone che acquistano su Amazon non ordina un articolo con meno di tre stelle  (Fonte Forbes).

Come avrai ben compreso, vendere on line non è una passeggiata e presuppone obiettivi chiari, strategie precise, nuove competenze, strumenti di gestione innovativi, indicatori di misurazione concreti ed una parziale revisione dell’Organizzazione, dei processi commerciali, logistici ed amministrativi.

E mi raccomando non farti strane illusioni: gli 8 punti precedenti sono solo alcune delle importanti riflessioni che dovrai fare prima di iniziare il tuo viaggio e non rappresentano assolutamente la mappa esaustiva per affrontare con successo la tua prossima grande sfida della vendita online.

REFERRAL MARKETING

Le recensioni positive hanno un potere incredibile nello stimolare la decisione di acquisto di nuovi potenziali clienti. Quelle negative hanno invece la capacità di farli scappare a zampe levate.

Non chiamiamole referenze ma passaparola, la forma di promozione (ancora) più efficace da cui una azienda possa trarre soddisfazioni da CANtascienza. Ma perché funzioni alla grande, questo cavallo selvaggio deve essere domato, guidato e organizzato al meglio.

Il passaparola è la più antica, economica ed efficace forma di pubblicità del mondoanche nella digital economy e soprattutto nel settore Pet, un mondo sempre più “connesso” dove le relazioni, le conversazioni, i suggerimenti tra i milioni di genitori di animali domestici valgono molto più di pubblicità milionarie. I clienti soddisfatti hanno un valore inestimabile e la capacità della tua azienda di trasformarli in promotori naturali, in influenzatori della decisione di acquisto di altri pet parents, in “ambasciatori” del brand,  è una leva strategica di Pet Marketing incredibilmente sottoutilizzata, una opportunità che la tua azienda non può permettersi di lasciare ad altri.

Quali sono i 5 benefici del Pet Referral Marketing?

Le aziende che comprendono il valore competitivo di trasformare clienti soddisfatti in promotori naturali, compratori in influenzatori, pet parents in ambasciatori del brand, marketing in Pet Marketing, possono davvero ottenere risultati CANtstici sul piano commerciale:

  1. Generare nuovi contatti, allargare il proprio network, sviluppare nuove opportunità, aumentare le vendite online e offline;
  2. Migliorare la reputazione, creare una relazione di fiducia e limitare le obiezioni della vendita classica;
  3. Portare la soddisfazione del cliente ad un livello superiore, rafforzando la capacità di trattenerlo e fidelizzarlo;
  4. Consolidare un vantaggio competitivo difficilmente attaccabile da parte di altre aziende;
  5. Rafforzare l’efficacia dell’azione B2C, elevando la marginalità delle vendite ed ottimizzando al contempo i costi della gestione operativa. 

 

Cosa deve fare la tua azienda per cogliere i benefici del Pet Referral Marketing?

Il tema del Pet Referral Marketing rappresenta una nuova frontiera per la aziende del settore Pet che devono rivedere la propria strategia di Pet Marketing per rafforzare la relazione con il Pet Parent, aumentare la sua fiducia verso il brand e stimolare la motivazione naturale di condividere ciò che apprezza ed ama, trasformando così un semplice cliente soddisfatto nel più motivato dei venditori.

Da ultimo attenzione a non tradurre letteralmente dall’Inglese all’Italiano dove “referral” diverrebbe “raccomandazione” alterando e contaminando i sani principi su cui si fonda: “chi da, riceve”. Ma prima è necessario porsi la fatidica domanda: “i tuoi clienti suggerirebbero i tuoi prodotti ed i tuoi servizi  ai loro migliori amici a 2 e 4 zampe?”

 

“OOPS” MARKETING

Non troverai questa definizione su Google semplicemente perché me la sono letteralmente inventata nella stesura di quest’ultimo capitolo.

Perché “oops”? Perché da 25 anni a questa parte le aziende che conosco continuano a fare gli stessi errori. NON possiedono Obiettivi chiari e ben formati, l’Organizazzazione dell’azienda non è funzionale agli obiettivi di business, le attività non sono Progettate per essere efficaci ed efficienti e troppo spesso manca una Strategia per essere vincenti.

 In questo capitolo voglio approfondire la prima “O” ovvero gli obiettivi. Perché lo fai? Cosa ti muove? Qual’è il tuo vero scopo, la tua missione?

Non sempre quando sviluppiamo una nuova idea, un nuovo progetto, un nuovo prodotto, un nuovo servizio, un nuovo mercato, un nuovo canale, una nuova campagna di Pet Marketing, abbiamo davvero chiari i nostri obiettivi e le relative metriche di misurazione.

Ma avere un obiettivo ben formato è un fattore critico di successo, per il Pet Marketing di qualsiasi azienda, di qualsiasi settore e dimensione, tanto si tratti di B2B o B2C, quanto si parli di produzione, distribuzione o servizi.

Tanto più l’obiettivo sarà concreto, fattibile, raggiungibile e (soprattutto) misurabile, le nostre probabilità di successo saranno maggiori, tanto si tratti di incrementare il fatturato, sostenere il margine, elevare il numero di ordini e la percentuale di riordino, aumentare lo scontrino medio, migliorare la rotazione dei prodotti, ridurre i costi di gestione, generare nuovi contatti, acquisire nuovi clienti, fidelizzare quelli esistenti, solo per citare gli obiettivi più comuni per una azienda.

Un obiettivo puntualmente definito, misurabile e confrontabile con pari indicatori di periodi precedenti, ci permetterà di costruire Campagne di Comunicazione, Marketing e Vendita efficaci ed azioni sequenziali per andare a risultato, di allocare le risorse scarse in modo ottimale, di assegnare ruoli, deleghe e responsabilità, di rispettare i vincoli di budget, di tempo, qualità e di porre in essere azioni di natura correttiva quando il contesto muta e si rende necessaria una nuova strategia di azione.

Questi sono i fondamenti del Project Management e rappresentano una condizione imprescindibile per il successo di qualsivoglia iniziativa di Pet Marketing, dalla più semplice alla più complessa, come la creazione di un sito, la concezione di una nuova linea di prodotto, l’attivazione del tuo E-commerce, la partecipazione ad una fiera,  la definizione della strategia di Marketing Automation, l’organizzazione di un evento, la produzioni di Video Contenuti editoriali, lo sviluppo del piano editoriale Social, solo per fare alcuni esempi concreti.

E’ da obiettivi ben formati che nascono i progetti di tutto “pedigree” ed è così che si mettono 4 zampe motrici al Pet Marketing della tua azienda “animale”.

 

PRIMA DI SALUTARCI

E’ arrivato il momento di salutarci. Quanto abbiamo affrontato nei precedenti 11 capitoli rappresenta solo l’abc, il minimo sindacale di ciò che devi almeno annusare in un mercato animale che corre alla velocità di un levriero, per evitare di finire nelle retrovie e perdere il passo dei tuoi concorrenti.

Ma quando avrai finito la lettura non pensare di rilassarti anche solo per un minuto: il tuo viaggio nel mondo figitale è solo all’inizio.

Nei prossimi articoli affronteremo insieme a te una nuova serie di temi caldi, “sulla cresta dell’onda”, che oggi tuttavia riteniamo prematuro affrontare. Dall’avvento dei ChatBot all’Intelligenza Artificiale, dalla ricerca vocale ai nuovi sistemi di pagamento, dai negozi alla logistica del futuro, dalla Blockchain alle criptovalute, cari amici ne vedremo davvero “delle belle”.

Mi raccomando allora: coda sempre alta, orecchie dritte, occhio lungo, naso fino, zampette veloci e “casco in testa” che di questi tempi ne abbiamo davvero bisogno!